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Una licenza non è un progetto di implementazione
Cosa ci insegna un caso concreto su responsabilità, hosting e professionalità nell'IT.
Installare un software da soli sembra, a prima vista, semplice: ordinare la licenza, scaricarla, configurarla, fatto. Nella pratica serve molto di più: un'infrastruttura adeguata, la configurazione, gli aggiornamenti, la sicurezza e la conoscenza di ciò che è davvero necessario nell'esercizio quotidiano. In particolare le soluzioni basate su Linux sono raramente un prodotto del tipo «avanti, avanti, fine», come lo si conosce dal mondo Windows. Anche se alcuni produttori promettono soluzioni pronte all'uso (out-of-the-box), in molti ambiti restano una questione da specialisti.
Un caso reale
Qualche tempo fa un cliente ha ordinato da noi le licenze per la soluzione di un produttore. L'implementazione voleva espressamente curarla lui stesso e ha quindi rinunciato a un pacchetto di progetto e supporto. È del tutto legittimo: chi dispone di esperienza e tempo può introdurre e gestire un software in autonomia. In risposta a singole domande sulla configurazione, lo abbiamo aiutato con alcune indicazioni.
Nel corso del lavoro è nata una discussione sulla questione se il software soddisfacesse le aspettative del cliente. Il cliente ha voluto stornare le licenze. Come partner, però, le avevamo già ordinate in modo vincolante presso il produttore e lo storno non era più possibile. Da una questione tecnica è nata così una questione commerciale.
Il caso ci ha confermato ancora una volta che licenza, implementazione e supporto sono tre cose distinte. Chi si assume la configurazione ne assume anche la responsabilità. Per questo, prima di ogni acquisto, dovrebbe essere chiaro quali prestazioni vengono ordinate e chi è responsabile di cosa.
Ha ancora senso gestire tutto in proprio?
Ciò porta a una domanda più generale: perché una piccola azienda dovrebbe installare, gestire, aggiornare e mantenere un software da sé, quando può utilizzare un ambiente gestito in modo professionale? Con circa 20 postazioni di lavoro, la gestione in proprio (self-hosting) è, dal nostro punto di vista, di norma poco economica. Esistono eccezioni, ad esempio in presenza di requisiti normativi o tecnici particolari. Nella maggior parte dei casi, però, l'impegno richiesto per server, virtualizzazione, backup, monitoraggio, gestione delle patch e manutenzione è sproporzionato rispetto ai benefici.
Con il nostro hosting i clienti non ricevono quindi semplicemente una macchina virtuale di cui poi dover tornare a occuparsi da soli. La gestione operativa fa parte dell'offerta: macchina virtuale, protezione degli endpoint, monitoraggio, aggiornamenti, backup e assistenza continua. A ciò si aggiunge una protezione completa dell'ambiente con firewall, UTM, threat data feed e Web Application Firewall (WAF). Questa è attiva automaticamente per tutti i clienti e inclusa nel prezzo, non è un'opzione aggiuntiva. Anche il backup giornaliero con archiviazione offline è incluso. Chi ha bisogno di intervalli di salvataggio più ravvicinati può aggiungere, come opzione, un backup orario o continuo. Il cliente non deve chiedersi chi aggiorna il server, se il monitoraggio funziona o quando è stato verificato l'ultimo backup.
La nostra infrastruttura si trova in un centro dati nel Canton Zugo e non dipende da Azure né da un'altra grande piattaforma di cloud pubblico. Si basa su tecnologie open source ed è gestita direttamente da noi. Le prestazioni incluse e i prezzi sono pubblicati in modo trasparente sul nostro sito web, così che chiunque sia interessato possa fare i conti da sé. Un confronto vale la pena: quanto costa davvero un ambiente gestito in proprio, se oltre al server si considerano anche il proprio tempo di lavoro, la sicurezza, il backup, il monitoraggio e la responsabilità dell'esercizio?
Piccoli, ma organizzati in modo professionale
Come piccola azienda IT veniamo a volte sottovalutati. Eppure piccolo non significa meno professionale. Siamo direttamente raggiungibili e lavoriamo con tecnologie enterprise, infrastruttura avanzata e processi operativi chiari.
Questo vale anche per la nostra IT interna. Aggiorniamo i nostri sistemi con patch mensili e, in caso di vulnerabilità di sicurezza, immediatamente. Li manteniamo aggiornati e affrontiamo in modo consapevole le tecnologie giunte a fine ciclo di vita (end of life). Chi consiglia ai clienti un'IT professionale dovrebbe applicare questi standard anche a se stesso.
Flessibili, ma con regole chiare
La professionalità non si manifesta solo nella tecnica, ma anche nella collaborazione e negli aspetti commerciali. Non siamo un istituto finanziario e non possiamo anticipare i crediti per un tempo indefinito, mentre noi paghiamo i nostri produttori e fornitori nel giro di pochi giorni. Non per questo siamo rigidi: chi comunica per tempo e con franchezza trova presso di noi soluzioni individuali. Anche un termine di pagamento di 60 giorni può essere oggetto di un colloquio. «Non pago» non è invece una trattativa.
I rapporti commerciali funzionano quando entrambe le parti prendono sul serio i propri impegni e, in caso di problemi, si parlano. Essendo una piccola realtà, le nostre decisioni non devono passare attraverso cinque livelli gerarchici. Questa flessibilità non va però scambiata per mancanza di regole.
In conclusione
In fondo non conta chi installa un software, ma quale soluzione sia sensata nel lungo periodo per un'azienda e quale responsabilità si voglia assumere in prima persona. Chi vuole implementare da sé può farlo. Chi desidera esternalizzare la gestione riceve un ambiente professionale. E chi collabora con noi può aspettarsi assistenza personale e flessibilità, ma altrettanto accordi chiari.
Siamo piccoli, ma organizzati in modo professionale. Siamo flessibili, ma con regole chiare. E prendiamo sul serio la nostra IT e i nostri obblighi commerciali quanto quelli dei nostri clienti.