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, a cura di Stefano Bosio

Da Hyper-V a Hypervisor è un attimo

Citrix Hypervisor, in passato conosciuto come Citrix XenServer è un software di virtualizzazione che consente di eseguire contemporaneamente più macchine virtuali con sistemi operativi e configurazioni diverse sullo stesso hardware. La piattaforma di virtualizzazione più conosciuta e usata è sicuramente vSphere/ESX di VMware, seguita da Microsoft Hyper-V. Malgrado ciò, Citrix Hypervisor è una valida alternativa alla concorrenza in ambienti enterprise e service provider.

Prima di raccontarvi perché siamo passati, dopo quasi un decennio, da Microsoft Hyper-V a Citrix Hypervisor, diamo un’occhiata alla sua storia e le sue peculiarità.

Il software Xen è stato sviluppato presso l’università di Cambridge nel 2003. Poco tempo dopo viene fondata un’apposta azienda, la XenSource, che verrà acquistata da Citrix Systems nel 2007. Citrix mantiene la versione gratuita del software, ma parallelamente inizia a sviluppare una versione da commercializzare.

Attualmente Citrix Hypervisor è arrivato alla versione 8.2, l’ultima versione con il nome Citrix XenServer è la versione 7. Non scordiamoci la distinzione tra il progetto opensource XenServer (vedi http://xenserver.org/) e il prodotto commerciale Citrix Hypervisor disponibile nelle edizioni Standard e Premium. Tuttavia, Citrix Hypervisor è basato sull'hypervisor del progetto Xen con funzioni aggiuntive e supporto da parte di Citrix.

Entrambe le edizioni richiedono una licenza a pagamento per accedere a manutenzione e supporto. La versione Premium offre ulteriori funzionalità quali workload balancing dinamico, storage SMB, la virtualizzazione del processore grafico (GPU) e molto ancora.

Rispetto ai prodotti della concorrenza, Citrix Hypervisor funziona in modo leggermente differente. Il concetto di Xen prevede l’uso di domini (domini nel senso di unità isolate, non ha niente a che vedere con i domini di Microsoft Active Directory).

Il dominio di controllo, noto anche come dominio 0 o dom0, è una macchina virtuale Linux sicura e privilegiata che esegue il toolstack di gestione di Citrix Hypervisor noto come XAPI. Questa macchina virtuale Linux è basata su una distribuzione CentOS 7.5. Oltre a fornire le funzioni di gestione di Citrix Hypervisor, dom0 esegue anche i driver dei dispositivi fisici per la rete, lo storage, ecc. Il dominio di controllo può comunicare con l'hypervisor e istruirlo per avviare o arrestare le macchine virtuali ospiti.

Il toolstack o XAPI è lo stack software che controlla le operazioni del ciclo di vita delle macchine virtuali, la rete tra host e macchine virtuali, lo storage delle macchine virtuali e l'autenticazione degli utenti. Consente inoltre la gestione dei pool di risorse di Citrix Hypervisor. XAPI fornisce l'API di gestione pubblicamente documentata utilizzata da tutti gli strumenti per gestire le macchine virtuali e i pool di risorse.

I domini ospiti (guest) sono macchine virtuali create dall'utente che richiedono risorse da dom0.

Citrix Hypervisor supporta vari tipi di virtualizzazione: HVM (hardware virtual machine), la tecnologia di paravirtualizzazione (PV) e soluzioni ibride come HVM con driver PV.

Uno dei punti di forza è sicuramente la possibilità di utilizzare l’accelerazione grafica della GPU nelle macchine virtuali. Ciò fa di Citrix Hypervisor la scelta numero uno in ambito virtualizzazione desktop con software grafico tipo CAD/CAM e VDI/RDS sulla base di Citrix Virtual Apps and Desktops.

Nel 2015, quando abbiamo lanciato la piattaforma di virtualizzazione, abbiamo scelto Microsoft Hyper-V come base per i nostri servizi cloud. Data la nostra specializzazione e l’utilizzo della famiglia di prodotti Microsoft System Center sia nel centro dati, sia in progetti presso aziende, era la soluzione ideale, in quando Hyper-V si integrava perfettamente con System Center e avevamo la possibilità di usare Veeam Backup & Recovery come software di sicurezza per il backup e disaster recovery. Le conoscenze limitate di Linux hanno contribuito un poco a questa decisione.

Dopo quasi un decennio è giunto il tempo di verificare se la strategia fosse ancora valida. Dopo un’attenta analisi e comparazione dei più importanti software di virtualizzazione, quali VMware ESX, Microsoft Hyper-V, Citrix Hypervisor e Proxmox, ci siamo fermamente conventi che Citrix Hypervisor sia la soluzione ideale e attualmente migliore per gestire i nostri servizi cloud.

Conosciamo Citrix XenServer dalla versione 5.x e abbiamo portato a termine diversi progetti per i nostri clienti. Il passaggio da Microsoft a Citrix avviene senza grossi problemi e con molti vantaggi.

Niente più interfaccia grafica sui server di virtualizzazione (indipendentemente dall’installazione Windows con grafica o server Core), niente più Microsoft Update ogni mese (con esiti a sorpresa), nessun browser o software non richiesto installato senza il nostro consenso. Solo tutta la potenza di Linux, ottimizzata per la virtualizzazione, veloce, stabile e sicura. Un’interfaccia di amministrazione semplice, intuitiva e veloce che non richiede nessuna macchina virtuale dedicata con un server SQL (come ad esempio System Center Virtual Machine Manager). XenCenter si installa in pochi secondi, su un server di amministrazione oppure locale sul portatile, pronto per una connessione diretta via VPN.

Perché Citrix Hypervisor? Citrix Hypervisor è un sistema molto stabile ed il codice sorgente è estremamente snello. Il sistema offre stabilità anche sotto pressione, in situazioni estreme. Il supporto per molti sistemi operativi ed un’interfaccia grafica semplice ma potente completano le funzionalità del prodotto. Inoltre, è utilizzabile in ambienti semplici con un singolo host di virtualizzazione, così come in ambienti complessi di Service Provider con pool di host multipli, senza aggiungere nessuna complessità.

La migrazione delle macchine virtuali richiede naturalmente una buona conoscenza dei due prodotti ed una pianificazione precisa. Ci sono alcuni temi da verificare, come ad esempio il supporto dei sistemi operativi nelle macchine virtuali, in particolar modo per quanto riguarda BIOS/UEFI e Secure Boot.

Un tema molto importante riguarda il software di backup. Purtroppo Veeam Backup & Recovery supporta solamente VMware ESX e Microsoft Hyper-V, ma non Citrix Hypervisor. In teoria è possibile utilizzare Veeam Agent ed eseguire il backup delle macchine virtuali come se si trattassero di macchine fisiche. In pratica è una soluzione utilizzabile per piccole installazioni amatoriali e non in un centro dati che offre servizi cloud.

Per questo motivo abbiamo comparato alcuni software di backup e abbiamo scelto un nuovo prodotto. Ma questo sarà un tema di un futuro articolo.

Anche per voi è giunto il momento di rinnovare la piattaforma di virtualizzazione? Contattateci per una dimostrazione gratuita. Citrix Hypervisor può essere anche la vostra combinazione perfetta.

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